[...] La giornata, anzi le giornate
passano rubando il tempo alla noia:
si mangia, t’ingozzi di cibo
niente carne per carità
molta verdura e pane e pasta
sono rimasto contadino nell’animo;
andare in campagna, come dicono.
sarebbe un sogno ora che l’immaginazione
è spenta, l’urlo dentro è immoto
forse camperemo tanto, non lo so -
me lo auguro, dinnanzi alla fine
sono inquieto: nessuna verità
è certa : l'Ambiguo sente il bisogno
di morire prima di morire
ma ha una paura fottuta.
[...]
La santità: ecco il mio approdo
o la partenza definitiva. Nient'altro
voglio o aspiro. Potrei,
ne ho i mezzi o talenti scrivere
una nuova Commedia, in endecasillabi
sciolti invece che terzine,
ma a che servirebbe? Non certo
a salvarmi l'anima.
Non c'è richiesta sul mercato.
Così aspetto di capire chi sono,
o meglio, chi sono stato o diventato,
nel ricordo nostalgico di un paese
contadino dove vissi
ragazzo imberbe e ora malato
malato della malattia della morte.
Dario Bellezza, "Appunti per un romanzo in versi", Proclama sul fascino, 1996
Friday, February 15, 2008
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